Schede di dettaglio

Vasca battesimale maggiore

Nella navata mediana della basilica preposta allo svolgimento del rito battesimale, posta nel settore meridionale di Columbaris (fig. 1), è ubicato un fonte in muratura, che internamente presenta forma a croce e all’esterno appare poligonale (fig. 2).

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Fig. 1 - Area delle basiliche di Columbaris con la segnalazione della basilica battisteriale (rielaborazione grafica C. Cocco, F. Collu, da Cornus I, 1, p. 200, tav. II).
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Fig. 2 - Fonte battesimale con intonaco idraulico ancora visibile internamente (foto di F. Collu).


La struttura si solleva di 50 cm dal pavimento in basalto (fig. 3), mentre la profondità interna raggiunge i 90 cm. È stato ipotizzato che la vasca abbia avuto due fasi: il fonte primitivo era cruciforme sia nel perimetro esterno, che in quello interno, con i bracci Est e Ovest caratterizzati rispettivamente da tre e quattro scalini; successivamente, la forma interna rimase la medesima, mentre quella esteriore divenne un poligono dagli angoli smussati (figg. 4-5).

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Fig. 3 - Fonte battesimale, veduta da Nord (foto di Unicity S.p.A.).

Al di sopra vennero collocate sei colonne a sostenere un baldacchino e una colonnina dalle dimensioni minute interpretata come porta-arredi, ovvero dove potevano essere posati gli oggetti sacri durante il rituale. Al momento del rinvenimento del fonte, su di esso erano ancora collocati tre dei sei fusti in marmo e basalto, le basi e, dislocati nell’area adiacente, alcuni capitelli; sono stati rinvenuti frammenti calcarei facenti probabilmente parte della decorazione della trabeazione del tegurium (figg. 4-6). In base alle caratteristiche del fonte, il rito del battesimo dovette essere ad immersione, perciò il battezzando si sarebbe calato nella vasca e quindi bagnato totalmente.

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Fig. 4 - Vasca battesimale sormontata da colonne con altare sopraelevato alle sue spalle. Veduta da Est (FARRIS 1993, p. 58).
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Fig. 5 - Assonometria della basilica: al centro il fonte battesimale e sulla destra l’abside sopraelevata (da FARRIS 1993, p. 102, Tav. 12).
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Fig. 6 - Elementi architettonici in calcare con intarsi geometrici in trachite rossa (da SPANU 1998, p. 103).


Il rito del battesimo era caratterizzato da una liturgia precisa, regolata da tempi e modi rigidi: il sacramento veniva somministrato ad adulti, coscienti della propria scelta, e dal V secolo ai bambini, in maniera collettiva e in alcuni giorni prestabiliti, ovvero a Pasqua e nel giorno della Pentecoste. I testi liturgici davano indicazioni su come si sarebbe dovuto svolgere il rito: si imponeva che un diacono o un accolito seguisse il battezzando nella piscina per immergerlo e che l’accompagnatore sarebbe dovuto essere scalzo. Dopo il battesimo nella piscina, i riti d'iniziazione continuavano con l’unzione e infine il transito del neofita ormai fedele nell'aula di culto per partecipare a pieno titolo all’Eucarestia. 

Per quanto riguarda i fonti battesimali in Sardegna è stata riscontrata una relazione molto forte con le vasche nordafricane e iberiche, per la presenza di forme in disuso nel panorama peninsulare e di baldacchini (come Tharros e Cornus) e vaschette (come il fonte minore di Cornus): rispondono a tali caratteristiche quelli di Tharros (fig, 7), Nurachi, Villaspeciosa (fig. 8), Cornus e forse di Sant’Antioco.

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Fig. 7 - Tharros, fonte battesimale (da http://www.tharros.sardegna.it/sito-archeologico/monumenti/battistero-e-basilica/).
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Fig. 8 - Villaspeciosa, San Cromazio: vasca battesimale (da http://www.catturalasardegna.it/displayimage.php?album=56&pos=83).



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