Reperti

Askos

L’askos è stato rinvenuto nella tomba 10AR della necropoli di Sulky, e appartiene a un corredo funebre databile alla metà del V sec. a.C.
Il nostro esemplare (figg. 1-2) appartiene alla tipologia dei recipienti ornitomorfi, che riproducono cioè la forma di un uccello, è dotato di tre piedi, e riproduce in maniera piuttosto sommaria un’anatra o un cigno.

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Fig. 1 - Askos ornitomorfo da Sulky. Museo Archeologico Comunale “F. Barreca” (foto di Unicity S.p.A.).
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Fig. 2 - Askos ornitomorfo da Sulky. Museo Archeologico Comunale “F. Barreca” (foto di Unicity S.p.A.).



L’estremità posteriore dell’askos si presenta appuntita a raffigurare la coda del volatile. L’intera sagoma del vaso è poi arricchita da una decorazione in vernice nera e bianca sulla superficie rossa della terracotta. In questo modo vengono delineate le varie parti del corpo del volatile: le ali, il petto e la testa.
Un altro askos ornitomorfo rinvenuto a Sulky è conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari ed ha forma di colomba (fig. 3).
L’askos zoomorfo fenicio-punico trae ispirazione dalla medesima tipologia vascolare di produzione cipriota e filistea ed è presente in contesti funerari, sacri (come il tofet) e abitativi. In Sardegna e nel mondo punico ne sono stati rinvenuti di diverse forme: assai diffuso è quello a forma di cavallo (fig. 4) e a forma di bovide (fig. 5). Inoltre la terracotta non è l’unico materiale utilizzato: infatti si possono ritrovare askoi in bronzo (fig. 6).

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Fig. 3 - L’askos di Sulky a forma di colomba. Museo Archeologico Nazionale di Cagliari (da http://www.isoladisardegna.com/fenici/askos-a-forma-colomba.html).
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Fig. 4 - Askos in forma di cavallo con cavaliere. Antiquarium Arborense di Oristano (da http://museisardegna.blogspot.it/2011/11/antiquarium-arborense.html).
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Fig. 5 - Askos in forma bovina da Mozia. Museo Archeologico di Mozia “ G.Whitaker” (da http://web.tiscalinet.it/fondazionewhitaker/Mozia/dir/vasi.htm).

Qual era la funzione dell’askos? La sua funzione primaria era quella di contenere liquidi, o più verosimilmente degli unguenti, ipotesi confermata in questo caso dalla presenza, sul dorso, di un’apertura con forellini utilizzata per il filtraggio di probabili erbe profumate.

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Fig. 6 - Askos in lamina di bronzo dal villaggio nuragico di Sa Sedda e Sos Carros (da http://www.lamiasardegna.it/files/storia-fenici.htm).

 

Bibliografia

  • P. BARTOLONI, Il museo archeologico comunale “F. Barreca” di Sant’Antioco, Sassari 2007.
  • CINTAS P., Manuel d’archéologie punique I, Paris 1970.
  • S. MUSCUSO, Il Museo “F. Barreca” di Sant’Antioco:le tipologie vascolari della necropoli di Sulky = Sardinia Corsica et Baleares Antiquae, Sassari, VI, 2008, pp. 9-39.

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